Quando metto le mani nel fimo è proprio così che mi sento: Leggera nel vestito migliore… ed in bocca una canzone.
Ci sono giorni in cui i pensieri sono a senso unico, tendono tutti in quella direzione, vanno tutti là dove tutto se ne è andato…
Qualche giorno fa ho risentito una vecchia canzone che dice: ti penso perchè mi è rimasto addosso il gusto delle tue risate, magari rubo dei momenti alla mia vita ma ti penso lo stesso fosse solo per quegli occhi che hai lascito in fondo a me.
E’ esattamente quello che sento quando mi viene un po’ di coraggio e riesco a rubare un po’ di tempo per pensare a lui, a lui che non è qui, a lui che non torna più. E a volte hai bisogno di vederlo scritto da qualche parte che è proprio così perchè le parole scrite restano lì ferme a testimoniare quello che la tua mente si ostina a non accettare.
Allora metto le mani in cose sempre più piccole che richiedano tanta attenzione così che tutto si concentri nelle mani che grazie a… a non so chi… non sanno ancora pensare!
Ecco, questo è quanto sono riuscita ad evitare di pensare ieri: calamite da frigo in formato mini torte
Archivio per ottobre, 2009
leggera… nel vestito migliore!
Posted in calamite frigo, creatività on 22 ottobre 2009 by paola berti FimolandiaNon solo torte!
Posted in creatività on 7 ottobre 2009 by paola berti FimolandiaAssenza giustificabile
Posted in creatività on 6 ottobre 2009 by paola berti Fimolandia- mini torte in fimo composte su di una maxi torta in polistirolo rivestita di tulle e nastri dello stesso colore del mio vestito
Controllando la data dell’ultimo articolo mi sono resa conto che si tratta del giorno in cui (alle 16,30 del pomeriggio) ho subito un intervento di colicisti… e questa di per sè sarebbe già una piccola giustificazione, ma ne ho un’altra ben più importante e gioiosa… anche se devo dire che quando il chirurgo, Romano Linguerri, mi ha chiamata intorno a mezzogiorno per dirmi che se me la sentivo poteva operarmi nel pomeriggio, bè è stato un momento quasi felice! Chi soffre di calcoli alla cistifellea sa di cosa parlo! Ringrazio ancora il dottor Linguerri non solo per la professionalità con cui mi ha accolta, ma per la gentilezza, la calma, l’interesse costante che ha mostrato nei miei confronti. So per certo tra l’altro di non essere la sola a ricevere un simile trattamento: ogni paziente si sente un po’ speciale quando passa per le sue mani e il suo bisturi! Un grazie anche al reparto di chirurgia di Imola che smentisce in ogni istante quanto gli ospedali possano essere inaffidabili quando non possono essere letali! Mi sono sentita assistita prima, durante e dopo in un modo davvere particolare e direi quasi inconsueto, ma per l’ospedale di Imola, pensate, è la prassi! L’urgenza del mio intervento nasceva sicuramente da un malessere che non poteva protrarsi ancora a lungo ma anche dalla necessità di essere in “buone condizioni” per affrontare un altro impegno che la sorte avversa (per usare un eufemismo) ci ha costretti a rinviare per ben tre anni: il nostro matrimonio: mio e di Claudio: il mio, finalmente, attuale marito! Anche quest’anno avevamo fissato una data (sabato 29 agosto) e per qualche istante abbiamo pensato che non ce l’avremmo fatta ancora una volta! Stavo lavorando alle mie bomboniere ormai da anni! E poco più di un mese prima dovevo ancora relizzare le partecipazioni, i segnaposto, le etichette per il vino, il biglietto di ringraziamento… il vestito per mia figlia di 2 anni e naturalmente per me. Insomma tutto quanto mi veniva e in mente di fare per rendere merito a questo giorno tanto atteso e voluto! Ho scelto di fare tutto personalmente (tranne il vestito naturalmente) con l’ausilio di mani, fimo, carta e naturalmente la mia “amata” fustellatrice Bigshot e devo dire che il risultato non è stato davvero male. Un po’ alla volta vi mostrerò qualche foto. A tutt’oggi ho solo queste a disposizione: una foto di me e Claudio al Cardello (il luogo in cui è avvenuta la cerimonia civile), un paio di foto delle mie bomboniere e una di una delle tantissime bottiglie di vino che poi gli invitati potevano portare con loro per ricordo.















